Piedi nudi… (due)

13 Maggio, 2008

Il balcone di Nicolas e Natacha è molto ampio e il pavimento è coperto con tappeti di juta. Ci sono diverse piante e molte di queste si trovano in un angolo dell’ambiente dove, aggiungendo un lettino, i due hanno creato un rilassante spazio riposo-lettura-meditazione. 

La ringhiera è delicata, in ferro battuto, intervallata da colonne bianche.

È tutto luminoso e bianco.

Quello che però attira la mia attenzione è il tavolino. È coperto con una ampia tovaglia candida che arriva quasi fino a terra ed apparecchiato con una brocca e alcuni bicchieri. Al centro i due svizzeri hanno messo una piantina in vaso e il tavolo è contornato da quattro sedie in ferro verniciato di bianco con schienale e seduta in listelli di legno.

Vedo i due che si svegliano alzandosi dal loro letto bianco e soffice. Lei indossa una vestaglia bianca con due piccolissime spalline che le lasciano le spalle scoperte, lui invece indossa una maglietta bianca a maniche corte. I bambini non sono ancora svegli e loro a piedi nudi si avviano verso il balcone in una raggiante mattina di primavera.

Per magia sul tavolino del balcone si sono materializzati nell’ordine: una brocca piena di succo d’arancia, due tazze con del caffè, un bricco di latte, un piatto con delle fette biscottate e una ciotolina di marmellata, un contenitore in vetro con il coperchio di acciaio contenente biscotti e uno identico con i cereali.

Natacha e Nicolas si siedono, ovviamente sempre sorridendo, lasciandosi andare sui cuscini bianchi che coprono le sedute e guardando il sole che non è come il sole dell’Italia: sfacciato e volgare che non ti lascia pensare, ma è delicatamente nordico, discretamente accogliente e pacatamente sereno.

Intanto lui le tiene la mano, si amano. Sono belli come il sole, come si fa a non amarsi ?

È apparso anche il giornale, lo sfogliano mentre bevono il caffè, il litro di caffè, non la tazzina corta e schietta dell’espresso, ma il meditativo caffè lungo.

I bambini non sono ancora arrivati e loro riescono a godersi questi momenti. Quando arriveranno saranno già pronti per andare a scuola, faranno colazione.

Qui nessuno parla, non c’è bisogno, si sentono solo gli sguardi distesi e i rumori della natura: pochi uccellini e nessun piccione.

Non importa se tra poco dovranno andare al lavoro, non importa se tutto questo è solo l’impiallacciatura di una struttura che in realtà è di truciolare.

È la vita di due persone felici insieme con i loro 3 figli felici, una vita arredata Ikea… INVIDIA.

Ma non vedo ancora la donna della copertina… Dove sei ? 

 

 

 

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